2022

 

 

 

 

26 giugno
 
È proprio vero, a lungo andare il matrimonio ti cambia.

 

18 giugno
 
Non fidarti di un giorno d'estate, è un amico che perdi mentre ci stai parlando.

 

10 giugno
 
Ne sono certo, finirò all'inferno. Ma non per colpa, per sfiga.

 

4 giugno
 
Tra i beatiloro, specie tra i più beati tra loro, ve ne sono alcuni la cui esistenza sembra oscurata da un'ombra malsana, un male di vivere che li accompagna senza tregua lungo il cammino. Un cruccio terribile, un capriccio velenoso: l'anelito forsennato alla vita grama di un poverinoi, ma che più povero non si può.
Ne è causa un morbo incurabile di nome avarizia, che li spinge a sacrifici tormentosi. La concezione della ricchezza come accumulo smodato, invece che strumento per vivere più agiatamente, li costringe a continue privazioni, sacrifici ridicoli, paturnie ricorrenti e incontrollabili di perdere, per un mero errore di previsione nel bilancio (familiare), anche solo una porzione infinitesimale di quel tutto che costituisce il loro patrimonio.
I collezionisti di soldi, quelli, cioè, che il denaro lo tengono da parte per l'appunto come una collezione, una universalità - direbbe un giurista - di pezzi unici, da incrementare e giammai decrementare, vivono sostanzialmente nell'indigenza. Generano compassione, più che invidia. E rabbia, naturalmente, in coloro che nell'indigenza ci vivono per necessità anziché per scelta.
Ne conosco più d'uno di questi derelitti pieni di ogni fortuna a cui la fortuna sembra fare schifo, ma non intendo fare nomi. Sarebbe uno spreco di parole. E per quelli come me le parole possono essere più preziose perfino dei quattrini.

 

28 maggio
 
Com'è che nelle tue fotografie non compaiono mai le persone?, mi è stato chiesto. Perché credo che sul grande palcoscenico della vita la cosa migliore, spesso, sia il palcoscenico.

 

22 maggio
 
Quando si scoprirà che anche le piante hanno una coscienza, per i vegani saranno cazzi.

 

16 maggio
 
Passiamo buona parte del tempo (noi poverinoi) a stare con le mani in alto, di fronte alle minacce, alle vere e proprie estorsioni, ai raggiri legalizzati, al pizzo di Stato, che ci vengono propinati quasi quotidianamente. Siamo chiamati a pagamenti dovuti di cui non capiamo il senso, perché non c'è; posti di fronte a scelte obbligate di cui non si riesce a scorgere la necessità, perché è tale - in virtù di oscure ragioni - solo per chi la impone. Alziamo le mani, ci arrendiamo e obbediamo, continuando a fare finta di essere padroni della nostra vita. Le illusioni, per il momento, non costano niente.

 

7 maggio
 
Il matrimonio può essere un'alternativa alla solitudine, spesso è una solitudine alternativa.

 

30 aprile
 
L'umanità si divide in beatiloro e poverinoi.
Ai poverinoi, oramai, non resta che sperare nella guerra termonucleare globale. Morirebbero anch'essi, certo, ma vuoi mettere la soddisfazione di sapere che i beatiloro creperebbero tutti in un colpo solo?

 

24 aprile
 
Vivono come conchiglie
senza più guscio, mesti
come comparse
in un mondo che li aggredisce
eccedono, e ne sopportano il peso,
in trascurabili virtù
o in trascurabili colpe in un blu
mai dipinto di blu.
Vivono come balene
o come il bambino che ci finì,
sostano in doppia fila
oltre il confine di ogni sfida
in un ronzio di farfalle notturne
che rompe il silenzio di colla e pece,
ridono ma non ti sorridono
i marinai d'acqua dolce
di una vita che non pare mai dolce,
sono le sere che si concludono
dentro automobili a luci spente
in un addio, in un sogno infetto, in un'ombra lunga del passato
sono la rotta che non ha porto
sono il baccano che non si sente.

 

18 aprile
 
In un commento al precedente romanzo di questo autore, “Incandescente”, scrivevo che pochi narratori riescono a essere così spiazzanti nel costruire il pathos fino alla risoluzione.
“La costruzione del mattino” ci consegna questa tendenza, che diventa arte solo per gli scrittori di razza come Coppola: il finale è lancinante, ti resta dentro la malinconica rabbia di non volere che la storia si concluda così, dopo pagine congegnate con la perizia di chi conosce qualsiasi stratagemma per rendere vivo ogni personaggio. La dodicenne Domizia e le sue fantasie “aliene”, nel desiderio di fuga da una vita ordinaria e da quella solitudine per colpa dei grandi; il padre scrittore presente solo a se stesso con i propri romanzi, che sono terapeutici per elaborare il colpo di sterzo finale dove ogni senso ritrova il suo posto. E poi c’è Cinquecentesimi, il barbone reietto da Dio e dalla società: l’autore si diverte in modo maniacale a costruirne la genesi per rinforzare il disagio del mondo che lo condizionerà per sempre, facendolo manovrare nei meccanismi della narrazione. Anche qui ritroviamo il senso della speranza e della redimibilità, ma solo se sapremo attendere con pazienza l’autore che scoprirà le sue carte piano piano, una dopo l’altra.
Come è inevitabile per il suo stile, Coppola alterna il ritmo della narrazione diretta con riflessioni esistenziali profonde: a volte si serve di Domizia, del padre, di Costantino, del simpaticissimo alieno Ilsismi (siamo sicuri che abbia origini extra-terrestri?), in altri spunti si mette in diretto contatto con noi attraverso la sua voce narrante.
“La costruzione del mattino” è un romanzo pieno di amore desiderato, dove ognuno cerca il proprio orizzonte in uno spazio temporale che non è solo quello presente. In questa ricerca di verità personali anelata dai protagonisti, ciascun lettore ritroverà più di una parte di se stesso.


Fabio Carapezza
, scrittore, in libreria con "La piantagione dei cervelli" (Bookabook).

 

14 aprile
 
Più che la solitudine o le cattive compagnie, ho sempre temuto le compagnie inutili.

 

8 aprile
 
Da negazionista no-Covid e negazionista no-War il passo è breve.
E il nesso (il)logico di quel breve passo è facilmente individuabile. La pandemia ci spaventa? Convinciamoci che sia una mistificazione orchestrata dalla NATO, dalla UE e da zio Peppe per tenerci zitti e buoni. La guerra nel cuore dell'Europa ci terrorizza? Convinciamoci che i soldati russi siano andati in Ucraina a fare una scampagnata e che le scene di orrori e massacri viste in tv siano un grande set allestito dalla NATO, dalla UE e da zio Peppe per tenerci zitti e buoni.
D'altronde un complottista verace certi segnali di contatto tra le due mistificanti realtà - apparentemente innocui ma altamente rivelatori - li sa cogliere al volo. E neppure il sottoscritto, che complottista non è, può fare a meno di notare un particolare a dir poco inquietante: come chiamano questa guerra in Russia? Operazione Militare Speciale. OMS, proprio come Organizzazione Mondiale della Sanità.
Si salvi chi può!
E io che mi ostino a credere che la Terra sia tonda, mannaggia zio Peppe.

N.B.
Per i fanatici del politicamente corretto: l'espressione "mannaggia zio Peppe" è opera di fantasia. Qualsiasi riferimento a parenti, enti, istituzioni reali di nome Peppe è da considerarsi puramente casuale e non intende essere lesivo della dignità di genere, razza o religione di chicchessia.

 

3 aprile
 
Ogni giorno che è passato
da quel mio primo giorno nel mondo
non si è nascosto
pieno di vergogna o di spavento
non se ne sta rintanato
in una soffitta o in uno scantinato
a prendere polvere
a smarrirsi nel buio,
non si è perduto
mentre cercava un'occasione
per confondere le tracce del suo passaggio
mentre sfidava la ragione
per darsi coraggio,
non è stato colpito a morte
dal tempo o dalla sorte
reso incapace di reagire
o di trovare risposte,
non è finito tra le pagine di un libro
non fa rima in nessuna poesia
non sbiadisce in nessuna fotografia,
non cammina gattoni come un bambino
che ancora non si è riflesso nello specchio
e non ha tuttora coscienza di sé.
È caduto nel vuoto
ma è sempre con me
è caduto nel vuoto
abbagliato dal sole
dalle stelle e dal sole
dalla luna e dal sole
da certi occhi e dal sole
e verso il sole
continua a volare
a brillare nel sole
a morire in ogni tramonto
a rivivere in ogni mattino
in ogni luce che scampa alla notte
in ogni istante che sfugge all'oblio
perché è sempre con me.
 

 

1 aprile
 
"La costruzione del mattino" recensito su Libri e Recensioni.

 

29 marzo

 

 

25 marzo
 
Benvenuti al Nord (nel senso della Macedonia).
Per l'Italia - intesa come Nazionale di calcio - è sempre dura riprendersi dopo una vittoria, figuriamoci dopo quella agli Europei.

 

22 marzo
 
Ogni libro è un viaggio la cui destinazione si conoscerà solo alla fine.

 

15 marzo
 
Che il viaggio abbia inizio.

 

12 marzo
 
Perché ti ho insegnato
a leggere tra le righe
a guardare la vita negli occhi
ti ho indicato
la teoria delle stelle
a bagnarti in un mare di sogni,
perché ti ho parlato
con parole leggere
attraverso i vetri spessi dei giorni
ti ho lasciato
l'imprevisto del mare agli scogli
e un puntino oltre ogni marea
per provare a svelare il passato.
Perciò sono proprio io
come è vera la luce
in quest'ora del giorno
non sono che io
in questo tempo di guerra
in questa sera d'affanno
in questa quieta fornace
a tenerti per mano.

 

7 marzo
 
Dopo l'ultima legge liberticida in tema di libertà di stampa voluta da Putin, anche Rai e Mediaset hanno preferito ritirare i loro inviati dalla capitale russa. L'ennesimo risvolto paradossale in questa assurda guerra: per i giornalisti è più pericoloso stare a Mosca che a Kiev.

 

6 marzo
 
Davvero la storia ci insegna che la storia non ci insegna nulla (Manzoni) se ancora ci illudiamo che la diplomazia possa fermare la guerra.
La Prima Guerra Mondiale è stata fermata dalla diplomazia? La Seconda Guerra Mondiale è stata fermata dalla diplomazia? E più di recente, al netto di qualche guerricciola di quartiere, gli altri conflitti che si sono succeduti nel tempo, Vietnam, Afghanistan (sovietici), Afghanistan (americani), Kippur, Iraq, Libia, Siria, sono stati forse fermati dalla diplomazia?
La guerra si ferma quando è in grado di sancire a suo modo un vincitore e un vinto. O quando si arena in un sostanziale pareggio in cui perdono e vincono tutti a seconda dei punti di vista.
Il risultato della Terza Guerra Mondiale, se e quando ci sarà, non lo conoscerà nessuno, ma in compenso lo si può prevedere con ampio margine di approssimazione.

 

4 marzo
 
Tra tante emergenze drammatiche resta sempre l'urgenza di raccontare. Ora con dolore, ora con gioia, ora con rabbia, ora con leggerezza.
La costruzione del mattino sta per compiersi.

 

27 febbraio
 
Cassino, oggi. Dall'emergenza Covid all'emergenza Putin.

 

24 febbraio
 
Ma questo omuncolo che parla di "denazificare" (sic) l'Ucraina, da quale buco del culo del Terzo Reich è venuto fuori? Questo pagliaccio sanguinario che osa minacciare il mondo intero, possibile che non abbia ancora incontrato sul suo cammino qualcuno che gli riservi la stessa sorte che lui riserva ai suoi avversari politici? E cosa aspettano i governi europei ad espellere immediatamente dal proprio territorio gli ambasciatori dell'omuncolo e dei suoi amici oligarchi che osano insozzare le nostre terre con la loro stessa presenza? Il gas russo è il gas dei campi di sterminio.
E i pacifisti a senso unico, che fine hanno fatto? Quelli che si stracciano le vesti quando le bombe arrivano da ovest, ma hanno altri impegni quando arrivano da est? Siamo ancora a questo punto? Il mondo fa schifo anche perché nessuno vuole vedere le cose per come stanno, ma per come gli fa comodo che stiano.  

 

19 febbraio
 
È in corso, a Monaco, la Conferenza internazionale sulla sicurezza.
La Conferenza di Monaco: spero che la storia non si ripeta.

foto: Corriere della sera

 

12 febbraio
 
L'uso improprio dell'italiano porta, talora, a risultati sorprendentemente efficaci. Ho sentito un tizio male in arnese dire, recriminando verso se stesso, "mi sciaguro".

 

4 febbraio
 
Esistono bugie inoffensive ma talvolta indispensabili, come rispondere "a niente" quando qualcuno, vedendoti assorto, ti chiede a cosa stai pensando.

 

29 gennaio
 
Mattarella rieletto Presidente della Repubblica e Draghi confermato premier.
La politica italiana pedala spedita. Su una cyclette.

 

23 gennaio
 
Ci sono sono giorni in cui ti accorgi che l'assenza che ti pesa più di tutte è la tua.

 

18 gennaio
 
Non ci sono più le belle notizie, sono passate di moda; le belle notizie che avevano il gusto dolce di una caramella e il suono antico di una parola gentile; le belle notizie che aprivano improvvisamente l'orizzonte, ti consentivano di guardare lontano, anche solo per un tempo trattenuto, il tempo di un sorriso, l'istante infinito di una carezza, e ti venivano a cercare, perché erano loro a cercare te e non viceversa, e ti sorprendevano in un momento in cui tutto sembrava già scritto su muri di cemento, e il cuore vacillava, e la mente s'arrendeva all'evidenza che sì, qualche volta, mentre non ci pensi, mentre non ci sei, la vita ti esaudisce, ti regala quel regalo che nemmeno avevi chiesto.
Oggi le belle notizie non ci sono più, o se ci sono si trasformano subito in qualcosa d'altro, in doni scontati, labili, insufficienti, c'è immancabilmente un "forse" a rovinare la festa, o un "ma", o un "sembrerebbe", una locuzione spietata che si interpone tra l'aspettativa e il risultato, come il trucco di un prestigiatore che qualcuno s'affretta a svelarti togliendoti il gusto della magia.
Non ci sono più le belle notizie, o non siamo noi più in grado di coglierle e di accoglierle, presi nel chiacchiericcio vanaglorioso che ci segue ovunque, in cui tutto si fa pretesto per affermare, per declamare, per sgrammaticare, per rivendicare, per pontificare, per puntualizzare, e dove forse l'unica bella notizia, l'insperata speranza nel frastuono di mille e mille voci insignificanti, è il silenzio.  

 

12 gennaio
 
Cuore di maiale trapiantato in un paziente gravemente cardiopatico.
È proprio vero che del porco non si butta niente.

 

6 gennaio
 
L'Epifania tutte le feste si porta via, al resto ci pensa la pandemia.

 

1 gennaio
 
Il nuovo anno sarà come il vecchio, ma con qualche optional in più per giustificarne il costo.