2021

 

 

10 giugno
 
Il ragazzo che sono stato fu annoverato precocemente nella categoria (invero abbastanza comune ai suoi tempi, e forse anche oggi) identificata dalla locuzione "è intelligente ma non si applica", e a forza di sentirselo ripetere, quel refrain, si convinse di essere davvero intelligente. I fatti della vita si sono poi incaricati di smentire quest'illusione, ma intanto il ragazzo che sono stato continuava per la sua strada, che non sapeva bene quale fosse né dove l'avrebbe condotto. Sicuramente non a cambiare il mondo, perché del mondo non gliene è mai importato granché. La sua vita, quella sì avrebbe voluto cambiarla: ci provò cercando l'affetto di ragazze a cui non rivelò mai apertamente i suoi sentimenti (e meno male, perché l'esibizione dei sentimenti va centellinata, non ostentata), o la compagnia di amici che però sarebbero scesi, uno dopo l'altro, ciascuno alla propria stazione, come occasionali compagni di viaggio su un treno a lunga percorrenza e nulla più.
Ché poi la vita, piuttosto che cambiarla, il ragazzo che sono stato avrebbe voluto raccontarla (e forse raccontarla sarebbe stato anche un modo di cambiarla), ma la sua voce si perse nel baccano, e purtroppo nel baccano è impossibile distinguere l'estro dalla malagrazia.
Il ragazzo che sono stato aveva tanti sogni patetici, tante paure, tanti lividi precoci sulla superficie dell'anima, e nessun bel ricordo, nessuna parvenza d'amore per cui, a conti fatti, valesse la pena di perdere il sonno e tantomeno il senno, nessun amico per il quale, a conti fatti, andare a piedi certamente a Bologna.
Eppure quel ragazzo mi manca.

 

4 giugno
 
C'è chi cede alle tentazioni per il gusto di pentirsene.

 

27 maggio
 
La libertà di espressione era la vera essenza, l'anima della politica di sinistra degli anni Sessanta, per questo è stato incredibilmente scioccante per me il momento in cui i liberal americani hanno abbandonato il free speech degli anni Settanta e hanno inaugurato l'era del politicamente corretto... la sinistra è diventata una polizia del pensiero stalinista che ha promosso l'autoritarismo istituzionale e ha imposto una sorveglianza punitiva delle parole e dei comportamenti.
Sono parole di Camille Paglia, autorevole intellettuale femminista di lungo corso. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

 

22 maggio
 
La vita è un mare misterioso: ogni nuovo giorno aggiunge una goccia, ogni giorno che è passato gliela sottrae.

 

16 maggio
 
E' notizia di questi giorni che Treccani ha deciso di eliminare tutti i sinonimi offensivi della parola "donna" dal suo vocabolario. Si tratta di un'iniziativa magari lodevole nelle intenzioni, ma nel segno di una logica, quella del politicamente corretto, che, tanto per cambiare, lascia a dir poco perplessi. Un dizionario è tenuto a registrare i termini di uso comune - sì, anche quelli più spregiativi, discriminatori, irrispettosi nei riguardi di chicchessia - fornendone il significato, per quanto sgradevole; è uno strumento tecnico di consultazione, non un manifesto ideologico.
E' come se Google Maps eliminasse dalle sue mappe tutte le vie intestate a personaggi storici ritenuti immeritevoli di tanto onore, facendo finta che non esistano, o un editore di pubblicazioni giuridiche omettesse di citare nei suoi testi le norme che non condivide, come se non fossero state mai promulgate (e chissà, di questo passo potrebbe anche accadere).
Che senso ha? Nessuno, ma questi sono i tempi della politica dello struzzo elevata a sistema culturale.    

 

13 maggio
 
Quest'anno cade il ventennale della presenza (quanto mai discreta, of course) di questo sito sul web. E a dirlo così fa una certa impressione, lo ammetto. Ad ogni modo, se mi guardo indietro mi accorgo di come siamo cambiati, restando tutto sommato uguali a noi stessi, sia io che il sito: questo ossimoro è l'unica sintesi che mi viene in mente per descrivermi.
Sono una persona migliore di quella che ero vent'anni fa? Sicuramente sì, rispetto al punto di partenza, sicuramente no rispetto a quello che sarebbe dovuto essere - e mai sarà - l'approdo.
Ci si accontenta di ciò che si ha, meno di ciò che si è. 
(Da oggi liberamente scaricabile nella sezione ebook/libri: Diario in breve n.2 - (altri) dieci anni di aforismi 2012-2021)

 

6 maggio
 
Dizionario enciclopedico dell'assurdo/4

Recidiva: celebrità che si ostina a voler rimanere tale.
Accadimento: la parte inferiore del viso in alta definizione.
Salamelecco: coming out.
Villano: orifizio scostumato.

 

30 aprile
 
Non affezionarti alle illusioni che ti fai.

 

24 aprile
 
Esaltare le diversità rifiutandosi di accettare il concetto di normalità è intrinsecamente contraddittorio oltre che intellettualmente arrogante.
La stupidità non è un modo di essere diversamente intelligenti, è solo stupidità.

 

17 aprile
 
Per un artista la razionalità è burocrazia dell'inconscio.

 

11 aprile
 
Arriva un momento, se ragioni con la tua testa anziché con quella degli altri, in cui ti rendi conto che il mondo non è più quel luogo conosciuto e tutto sommato rassicurante in cui sei nato e ti sei formato, e finisci per provare non tanto una dolente nota di nostalgia per ciò che è stato quanto piuttosto un acuto rifiuto per ciò che è.
Soprattutto se ciò che è si presenta pervaso da un'irragionevolezza ineluttabile.
Come se il buon senso fosse una questione di maggioranza o, peggio, di unanimismo, come se ci fosse la pretesa (e c'è!) non solo di disciplinare i comportamenti ma anche i pensieri.
La disciplina dei pensieri è la pratica quotidiana dei mille e mille megafoni, pressoché tutti sovrapponibili, della mediacrità (intesa come mediocrità dei media).
Cerchi un rifugio da tutto questo, la possibilità di uno straniamento, e lo trovi solo nel silenzio che dura un baleno, nella pausa infinitesimale tra uno sproloquio e una castroneria. 

 

3 aprile
 
La mia vita vera l'ho solo sfiorata.

 

27 marzo
 
Quando ero giovane pensavo di essere intelligente.
Che scemo!

 

21 marzo
 

 

16 marzo
 
In nome del politicamente corretto, in Olanda e Spagna per Amanda Gorman, giovane poetessa americana di colore, si è ancora in cerca di un traduttore, quelli che erano stati indicati originariamente non essendo stati giudicati adatti dai rispettivi editori in quanto maschi e bianchi.
Seguendo questa (folle) linea di pensiero, per coerenza anche il pubblico cui destinare la pubblicazione delle poesie della Gorman (e delle autrici nere in genere) dovrebbe essere formato esclusivamente da donne di colore.

 

11 marzo
 
A volte ho il dubbio di essere io stesso frutto della mia immaginazione.

 

6 marzo
 
Vorrei che oggi il cielo fosse perfetto
come nel punto esatto
in cui c'incrociammo
a metà strada tra futuro e rimpianto
una carezza del tempo
tutta la vita in un lampo.

 

1 marzo
 
Tra le ipotesi ricadenti nell'immaginario reato di imbarbarimento conformista della lingua italiana (reato immaginario ma auspicabile) includerei l'uso delle espressioni "nessuno mai" (es.: come cucina lui l'amatriciana nessuno mai) e "come se non ci fosse un domani" (es.: s'è pappato l'amatriciana come se non ci fosse un domani), in cui sempre più di frequente mi capita d'imbattermi, con grande noia mia e nessun imbarazzo da parte di chi se ne serve.
Strascico di una tradizione lessicale pseudo ricercata da canzonetta sanremese, vorrebbero comunicare con ironia vaga e controproducente stupore misto a malcelata ammirazione, ma finiscono per risolversi in vacui slogan, esempi incontrovertibili d'incultura imbottita di programmi da fascia pomeridiana di Canale 5 e lettura compulsiva (e pressoché unica) di Tv Sorrisi e Canzoni.
I tempi sono questi, e sono fatti di frasi fatte. Come l'immarcescibile locuzione "le problematiche del territorio", specie se proferita da certi politici locali con cadenza ciociara e pronuncia ruzzolante delle prime sillabe: un vero e proprio crimine contro l'umanità, almeno quella che sa leggere e scrivere.

 

24 febbraio
 
Un complottista somiglia a qualcuno che per vederci chiaro indossa un visore agli infrarossi anziché accendere la luce.

 

18 febbraio
 
Quando sento parlare di irreversibilità dell'euro mi vengono i brividi. In democrazia di irreversibile dovrebbe esserci solo la democrazia stessa.
Guai a quel popolo che ha bisogno di dogmi.

 

14 febbraio
 
L'amore è fatto di cartone perché ognuno lo ritaglia secondo la forma che desidera, perché si strappa facilmente, perché è un involucro e in quanto tale vuoto non serve a nulla.
L'amore è fatto di cartone, come il giaciglio di un clochard.

 

10 febbraio
 
L'uomo era lercio e puzzava d'alcol. Incespicò in qualcosa, perse l'equilibrio e finì in una pozzanghera.
Aveva piovuto tutto il giorno, ma adesso, a un passo dall'imbrunire, il cielo era terso, e in quel rigagnolo di cielo l'uomo si specchiò e scorse il suo viso d'asfalto che quasi gli sorrideva.
Aveva perso tutto, anche se aveva scoperto a sue spese che tutto non era mai abbastanza, quando si aveva da perdere.
Gli restava solo la sua immaginazione. Di quella ne aveva avuta sempre in abbondanza, ma ultimamente la vita di stenti, il freddo di un inverno mai così freddo, l'età che gli irrigidiva le mani e gli schiantava le caviglie, l'avevano fatta affievolire.
Si guardò intorno.
Raccolse le briciole del tempo che gli restava e le affidò ai suoi sogni, per farli vivere più a lungo.

 

7 febbraio
 
Ma il governo dei migliori tra i peggiori è il meno peggio o è il peggio del peggio?
Se non lo dico è meglio, o peggio per me.

 

2 febbraio
 

 

30 gennaio
 
Dizionario enciclopedico dell'assurdo/3

Informatica: insieme di discipline finalizzate al recupero della linea perduta.
Pelapatate: dispositivo per la depilazione intima femminile.
Sgraziato: detenuto a cui è stata revocata la grazia.
Pateracchio: in gastronomia, pietanza spalmabile dall'aspetto poco invitante.

 

25 gennaio
 
Siamo tutti clandestini in certi giorni sbagliati che viviamo con grottesco e malinconico compiacimento, simili ai concorrenti dei quiz televisivi eliminati alle prime battute che si sentono in dovere di salutare dicendo «è stata una bellissima esperienza», soggiogati da idee rancide di cui credevamo di esserci sbarazzati ma che persistono come macchie di muffa su una parete antica.
Entriamo e usciamo da questo immenso supermercato che è diventato il nostro habitat, a guisa di piccoli predatori terrorizzati all'idea di finire preda essi stessi, tiriamo a sorte il senso della vita, capricciosi e stanchi, frastornati da spunti contraddittori e all'apparenza egualmente degni di attenzione, ci illudiamo di essere protagonisti di esistenze commendevoli, però il più delle volte ci limitiamo a condividere messaggi indecifrabili, schegge della nostra incapacità a farci comprendere e soprattutto a voler comprendere.
Eppure siamo storie, storie minime che non verranno mai raccontate, ma che sono il combustibile spirituale del mondo.

 

11 gennaio
 
Oggi ho ricevuto un messaggio. Non un messaggio convenzionale, di quelli che trovi sul telefono o nella casella di posta elettronica, ma un messaggio che mi è arrivato direttamente nel cuore. Quel cuore che non vi ha mai dimenticato.

 

5 gennaio
 
Se sei in casa e un oggetto ti cade dalle mani, accade un fenomeno che la fisica, nemmeno la fisica quantistica, è mai riuscita a spiegare: quella cosa non si limita semplicemente a cadere sul pavimento, ma svanisce, si dissolve per poi ricomporsi in un'altra dimensione, probabilmente l'impenetrabile materia oscura di cui si dice sia fatto in gran parte l'universo.
E più quell'oggetto è piccolo, più ti è indispensabile per ciò che stavi facendo, più il fenomeno si presenta con frequenza ed effetti sbalorditivi. Hai voglia a cercare, a perlustrare carponi le intersezioni tra le mattonelle, gli angoli più reconditi giù in fondo al mobilio, gli svincoli tra le sedie e i tavoli piagnucolando "dove sarà andato a finire" come un mantra disperato, una nenia di rassegnato dolore, hai voglia a sondare lo spazio circostante con scope e scopettoni: niente.
Capita a volte che a distanza di anni - più spesso milioni di anni - qualcuno di questi oggetti perduti rispunti fuori a suo piacimento, ed è come rinvenire un reperto archeologico, il componente dimenticato di un utensile ormai in disuso, reso obsoleto dal progresso della tecnica e dall'avvicendarsi delle mode e dei costumi.
La nostra vita (domestica) è piena di malinconici misteri irrisolti, forse destinati a restare tali per sempre.

 

1 gennaio
 
Capodanno: danno fatto, capo ha.