2020

 

22 febbraio
 
Il galateo del politicamente corretto non risparmia nemmeno la comunicazione relativa alla nuova emergenza sanitaria dovuta al virus Covid-19. Ma non è difficile da decodificare.
«Niente allarmismi» è la formula base e sottintende un generico invito a grattarsi i coglioni, al momento la misura di prevenzione più efficace messaci a disposizione dalla scienza.
«No alle discriminazioni» è uno slogan ormai buono in ogni circostanza e preannuncia uno sbarco in grande stile del virus dalle nostre parti, ricordandoci al tempo stesso che non possiamo prescindere dai nostri doveri d'accoglienza, anche a costo di infliggerci sonore martellate ai coglioni di cui sopra.
«La situazione è sotto controllo» significa che siamo fottuti, e a me non resta che andarmi a rileggere L'ombra dello scorpione.

 

12 febbraio
 
Non si cambia, si invecchia. Tutto qui.

 

4 febbraio
 
I trasgressivi di ieri sono i censori di oggi.

 

30 gennaio
 
Questi ultimi giorni di gennaio, con qualche relitto del Natale appena trascorso che ancora si scorge per le strade, con quest'atmosfera sospesa tra un passato così impresso nei nostri gesti e un futuro così misterioso nelle nostre intenzioni, induce a pensieri di solitudine, come se ci fosse bisogno di restarsene in disparte a riflettere sull'urgenza del tempo, sulle sue dolenti imperfezioni.

 

25 gennaio
 
Nelle giornate giuste, al di là di queste montagne, si può vedere il mare.
In quelle ancora più giuste, attraversando queste montagne, si può raggiungerlo, il mare.
In quelle sbagliate si può prendere il largo e non tornare mai più.

 

18 gennaio
 
Siamo abituati a pensare che attraverso le parole diamo un nome alle cose, ma non sempre è così, nel caso delle invenzioni umane, ad esempio, il processo si inverte, sono le cose a dare sostanza alle parole.
Tutte le innovazioni scientifiche e tecnologiche, anche e soprattutto le più importanti, sono precedute da un'elaborazione concettuale, quindi veicolata dal linguaggio: le parole le descrivono, le spiegano, le identificano prima ancora che si materializzino.
Insieme alla postura eretta e al pollice opponente, lo sviluppo del linguaggio è stato un fattore decisivo per l'evoluzione della nostra specie, forse il più decisivo.
Dovremmo ricordarcene in un'epoca in cui troppo spesso il linguaggio è svilito, minimizzato, ridotto a slogan o a frasi ad effetto, e in cui le generazioni più giovani patiscono un significativo impoverimento del proprio bagaglio lessicale.
E invece le parole sono un tesoro. Un tesoro che per di più non costa nulla.

 

13 gennaio
 

 

11 gennaio
 
Arriva un momento in cui il mondo, con le sue soverchianti certezze, le sue prospettive a senso unico, i suoi pregiudizi alla rovescia imposti per decreto, ti fa sentire tutto il disagio riservato a chi si ostina a ragionare con la propria testa.
Se dovessi dare una definizione di solitudine, direi che è ciò che si prova in quel momento.

 

2 gennaio
 
Papetto Bergoglio prende a sberle una fedele che in Piazza San Pietro lo tira a sé un po' troppo bruscamente e da parte degli atei devoti di sinistra è tutto un fiorire di prese di posizione in difesa del pontefice.
Fosse capitato a quel "fascista" di Ratzinger, avremmo sentito dagli stessi parole di tutt'altro segno: come minimo lo avrebbero definito manesco, sessista e razzista (date le origini orientali della donna colpita).
Rimpiango i tempi in cui i papi si astenevano dal fomentare fazioni politiche, ammesso che ci siano mai stati.

 

1 gennaio
 
Non ci sono più gli anni nuovi di una volta.