2019
 

 

21 maggio
 
Una mia intervista a Gli scrittori della porta accanto.

 

18 maggio
 
Candidati canditi

Multicolori come canditi
eccoli i candidati
zuccherosi e squisiti
più morti che vivi
più vecchi che nuovi
ibernati
nello spazio vacante
tra una tornata e l'altra
elettorale,
puntuali
come un plotone d'esecuzione
all'ora sancita
dal boia.
Europeisti
terrapiattisti
piedipiattisti
animalisti
tritacarnisti
pseudofascisti
ultrasinistri
neofemministi
nazimachisti
buonisti incazzati
cattivisti per bene
ammiccanti come sirene;
con le facce sorridenti
gaudenti
severe
impertinenti
talvolta francamente
indecenti,
tutti in fila
a spiegarci le cose del mondo
come pischelli che la notte di Natale
recitano poesie mandate a memoria
per un pubblico di amici e parenti
che fa finta di apprezzare;
caricature tristi
così somiglianti
ai caricaturisti
perché si sa che sempre la semina
coincide con il raccolto,
lasciamoli andare
questi figli di un seggio
di maggio,
lasciamoli lavorare
e poi lasciamoli evaporare
nei loro proponimenti
(areare il locale
prima di soggiornarvi).
Faranno del loro meglio
per fare del nostro peggio.

 

15 maggio
 
Il mio tempo è diventato tachicardico, i giorni scorrono con furtivi passaggi di testimone tra un'ora e l'altra, mi sento raggirato; la sera si svela all'improvviso, mentre ancora sono assorto a sorprendermi dell'invadenza primaverile della luce.
C'è un'urgenza che l'esistenza mi comunica, più cerco di rallentare il passo, di soppesare le priorità, più l'orizzonte muta veloce, o addirittura non si fa vedere, perché sono già oltre.
La vita è una corsa verso il punto di partenza, ci tocca credere che non sia solo questo. 

 

10 maggio
 
Nessuno crede alle buone intenzioni se non sono accompagnate da palesi millanterie.

 

4 maggio
 
Nessun cronista sfugge al resoconto puntuale della propria faziosità: in Italia (e non solo) il giornalismo è la continuazione della politica con altri mezzi.

 

26 aprile
 
C'è in giro una canzone, s'intitola "Roma", di Achille Lauro - personaggio tanto controverso quanto misteriosamente raffinato - che è un piccolo manufatto di arte povera.
Un sublime atto di (non) amore per questa «merda di città», cantato con una cupa e strafatta indolenza che per fortuna e purtroppo non ha nulla di artefatto, un affresco scarnificato e fragile come chi lo interpreta, lontano anni luce da quella antiretorica da periferia metropolitana ormai così stucchevole da essersi impastata di retorica a sua volta.
Qui non c'è spazio per ammiccamenti di alcun genere, c'è solo l'esigenza di raccontarsi attraverso un luogo neutro di cui restano poche vestigia simboliche di un territorio desolato nella sua ridondanza, come i paesaggi urbani di certi film apocalittici ambientati in un futuro spento, sopravvissuto a se stesso.
Un solo proiettile, che non è andato sprecato.
Un messaggio che va diritto al cuore, per restarci.

 

20 aprile
 
Mi sono affezionato a questa impasse e sono pronto a qualunque indecisione pur di rimanerci. 

 

14 aprile
 
Sinceramente, l'orizzonte degli eventi "fotografato" di recente sul limitare di un buco nero è poca cosa rispetto a quello che si spalanca di fronte alla genialità di cui una mente umana può essere capace. L'infinitamente grande, pur a fronte della sua inafferrabilità, diventa minuscolo rispetto a chi, così minuscolo al suo confronto, si azzarda a comprenderlo e ad elaborarne il senso sempre più pervasivamente.
Il mistero più imperscrutabile è dentro di noi.

 

8 aprile
 
Chi scrive invecchia precocemente ma ringiovanisce per sempre.

 

3 aprile
 
Chi meglio di me ha lasciato che un'emozione gli scivolasse via dalle dita, come sabbia che non si trattiene, e ha finto di perpetuarla nella bugia infantile di un ricordo svanito in una brace di parole mute; chi meglio di me ha aggirato gli ostacoli di un inverno senza sole né ombre, e guardando in fondo alla strada ha creduto di vedersi riflesso nella luce dei suoi occhi: la stessa vittima, lo stesso colpevole; chi meglio di me ha sperimentato l'ubriacatura gentile di una carezza o di una lacrima condivisa, ha impegnato la notte al banco dei sogni e talvolta si è svegliato con in tasca una fortuna di speranze tuttora intatte; chi meglio di me ha veduto orizzonti d'inchiostro là dove altri vedevano soltanto scarabocchi, e ragnatele di frasi fatte sulla bocca delle menti eccelse; chi meglio di me ha spremuto le ore rosse di un tramonto fino a farne ore di sangue, il sangue delle sue passioni furtive, delle sue anime clandestine; chi meglio di me ha saputo snidare serpi, danzare il tempo, sfidare la sorte, immergersi nelle acque profonde di un'età indistinguibile dal monotono sciabordio dei giorni, crocevia di sentieri minimi spacciati per via di Damasco; chi meglio di me, malgrado tutto, non ha mai smesso di cercare, perdendosi e ritrovandosi, ma senza neanche per un minuto confondersi, ed è ancora, incredibilmente, pervicacemente, inaspettatamente, qui.
Chi meglio di me. Chi meglio di uno come tanti, armato del coraggio incrollabile e ignoto degli sconosciuti.

 

27 marzo
 
L'attesa ci rende nervosi perché ci impedisce di sprecare il tempo come vorremmo noi.


20 marzo

 
C'è un tempo simile a quello di diciannove anni fa. La stessa atmosfera sospesa, inquieta, struggente.
Fuori e dentro.

 

17 marzo
 
Io adoro la plastica. Le barriere coralline, invece, mi stanno sui coglioni.
Va be', esagero, però i ragazzini che pretendono di fare la morale agli adulti hanno lo stesso appeal di un preservativo usato (ah, se solo se ne fosse usato qualcuno in più...).

 

10 marzo
 
La vita è come un treno in corsa: resti seduto, ma lei ti porta comunque a destinazione. Solo che il più delle volte non è quella a cui pensavi di essere diretto.

 

8 marzo
 
Oggi, 8 marzo, è un giorno speciale, e a costo di apparire retorico, non posso esimermi dall'unirmi anch'io al coro di auguri per chi da sempre ci è vicino nei momenti belli e in quelli brutti, per chi da sempre ci accompagna in questo tortuoso viaggio della vita ed è sempre capace di rassicurarci con le sue parole, di rallegrarci con la sua gioia di vivere, di farci riflettere con la sua saggezza.
Perciò auguri Antonellone per i tuoi settant'anni, e grazie per le tue belle canzoni!

 

2 marzo
 
Sapevo già tutto.
Sapevo la destinazione del viaggio prima ancora di pensarlo, e in quali tortuose vie mi sarei imbattuto prima di arrivarci; sapevo il sapore del pasto prima ancora di assaggiarlo, e quanto mi sarebbe piaciuto e quanto lo avrei rimpianto; sapevo cosa avrei detto, cosa mi sarei sentito rispondere ancora prima di aprire bocca, e il piacere quasi clandestino che ne avrei provato; sapevo già tutto e lo avrei saputo per altre mille volte.
Ci sono conferme che la vita ci dà anche quando non ci eravamo resi conto che le stavamo aspettando.
Siamo tutti profeti di noi stessi se solo impediamo al mondo, col suo brusio sciocco, di distrarci.

 

23 febbraio
 
Solitamente, quando in politica puoi aspettarti tutto e il contrario di tutto, prevale il contrario di tutto, cioè niente.

 

17 febbraio
 
L'orgasmo è un invincibile arrendersi.

 

9 febbraio
 
E andare, tu ed io, in un abisso di luce, ritrovati in ogni momento da un'armonia di gesti, di sguardi inattesi, di parole lievi.
Andare incontro a un giorno che pare solo nostro, in questa marea di pesci solitari e quasi invisibili, di volti sconosciuti che non torneranno mai più; un giorno fatto apposta per essere ripensato e non essere tradito, un acquarello che non scolorirà perché troppo piccolo - eppure troppo grande - per naufragare nel gorgo del tempo; un giorno che piacerebbe ai poeti di un tempo di così poca poesia.

 

2 febbraio
 
Un tempo si accusavano certi politici di essersi venduti l'anima al diavolo.
Per molti, oggi, è piuttosto il diavolo ad essersi venduto l'anima a certi politici.

 

26 gennaio
 
C'è chi si perde nei suoi pensieri e viene ritrovato in cima a un'idea. Chi nel precipizio di un ricordo. Chi nel bel mezzo di un dubbio irresolubile. Chi nell'impazienza di un ripensamento. Chi nel travaglio di un innamoramento. Chi nella fugace persistenza di un'illusione. Chi nel vuoto assoluto di una disillusione.
E poi c'è chi si perde nei suoi pensieri senza lasciare tracce di sé.
Non lo ritroveranno mai. O diventerà un poeta.

 

20 gennaio
 
Un editore che pretende di giudicare un manoscritto leggendone la sinossi è come un critico d'arte che pretende di valutare un dipinto facendoselo raccontare.

 

15 gennaio
 
Solo a me Cesare Battisti, con quella barbetta rossiccia, ricorda Walter White di Breaking Bad?

 

12 gennaio
 
Ora le femministe pretendono pure di stabilire quando i gusti degli uomini in fatto di donne siano lecititi oppure no. È successo a uno scrittore francese, bollato come sessista, e chissà cos'altro, per aver espresso in una intervista la sua preferenza per le ragazze giovani rispetto alle cinquantenni.
E se invece un altro predilige le tardone e snobba le ragazzine?
Mi sa che non va bene neanche così, nessuna categoria femminile può essere discriminata se non si vuole incorrere nelle reprimende censorie del politicamente corretto.
Sarà per questo che vanno alla grande i maniaci sessuali: quelli non disdegnano nessuna.
W la foga (antimaschile).

 

2 gennaio
 
Nuovo anno e nuovo taccuino su cui appuntare i miei pensieri.
La penna è la leva per sollevare il mio mondo interiore.