2018
 

 

18 aprile
Scende la notte e la notte ha la densità impalpabile delle cose del giorno appena trascorso, come una ragnatela che si squarcia e ti lascia apparentemente libero, slegato dai pensieri affastellati e messi in ordine e poi di nuovo scombinati, dalle acrobazie dei sentimenti, dalle imboscate emozionali, dalle ore recuperate in un minuto interminabile, dal tramonto che ti ha colto come sempre alla sprovvista mentre fai la conta dei vuoti a rendere che non renderai.
Scende la notte e ti sorprendi a pensare a quanto sia vera la tua vita quando più non sembra.

 

12 aprile
Meglio legare i propri sogni a una stella cadente che ammirare i cieli stellati degli altri.

 

3 aprile
Nella mia vita sono stato tante cose: un poeta, un bugiardo, un ingenuo, un millantatore, un amico, un avversario, un sognatore, un prevaricatore, un ladro, un derubato, un solitario, un romantico, un visionario, un cinico, un razionale, un generoso, un puro, un altruista, un pessimista, un simulatore, un talentuoso, un improvvisatore.
Per questo posso dire di essere stato sempre coerente con me stesso.

 

27 marzo
La vita va a periodi, si dice. Ed è quando le cose sembrano prendere una giusta piega che bisogna stare maggiormente in guardia. L'esercizio della felicità (rectius: della serenità) è operazione laboriosa, impegnativa, talvolta defatigante. Ti obbliga a stare perennemente all'erta, un po' incredulo, temendo di sentire insinuarsi improvvisamente qualche cigolio sospetto, il rumore di passi sconosciuti in lento avvicinamento, le avvisaglie di un temporale, o anche solo di un acquazzone, che si appressa.
È un tirare il fiato a ogni simulacro di pericolo scampato, è seguire la linea dell'orizzonte senza scorgere nulla di nuovo e compiacersene.

 

18 marzo
Per certi politici nulla è più fuorviante della verità.

 

7 marzo
Queste elezioni segnano davvero una svolta epocale, una vera rivoluzione per questo paese: la fine, o quasi, del voto clientelare.
Dai tempi di Andreotti e compagnia bella le percentuali si sono ormai invertite, perché se una volta si sceglieva in larga misura chi era in grado di favorirti in qualche modo sul piano personale (indipendentemente, il più delle volte, da quelle che fossero le proprie convinzioni politiche, ammesso che effettivamente ve ne fossero), le elezioni dell'altro ieri hanno evidenziato scelte, ampiamente maggioritarie, orientate ad esprimere un punto di vista - molto  netto - piuttosto che il prezzo di una contropartita.
Forse perché i politici non sono più credibili nemmeno quando assicurano un intervento diretto in favore di qualcuno, forse perché non c'è più nemmeno molto su cui poter intervenire, sta di fatto che le uniche promesse rispetto alle quali partiti ed aspiranti parlamentari possono ancora sbizzarrirsi sono quelle di tipo, per così dire, pubblicistico, in favore di intere categorie di cittadini, se non di tutti indistintamente gli elettori, come se l'antico clientelismo si fosse spostato su un piano più ampio ma proprio per questo necessariamente diluito, parcellizzato, lobbistico, tale da suonare più come l'espressione di una ben precisa strategia pubblicitaria che come vero e proprio "pactum sceleris" tra elettore e (potenziale) eletto.
Ed è curioso che tutto ciò avvenga in pieno mainstream post-ideologico.

 

3 marzo
 
Io non sono per la meritocrazia, sono per la demeritocrazia.
Sogno un governo di miserabili, di sfigati, di impreparati, di incapaci, di inadeguati; sogno la rivincita dei non illustri, degli anonimi, degli invisibili, perché tutto questo vantare competenze, sbandierare risultati, glorificarsi di esperienze sul campo, di studio matto e disperatissimo non mi sconfinferano per niente; perché tutto questo prostrarsi in adorazione di chi si abbronza sotto i riflettori della ribalta, tutta questa ammirazione incondizionata per chi "ce l'ha fatta" sono l'anticamera di un nuovo feudalesimo (altro che neofascismo, altro che populismo), perché democrazia è l'antitesi di meritocrazia, è l'esatto contrario, è (dovrebbe essere) il governo di tutti contro il governo di pochi illuminati.
Sogno un avvenire di merda, di sana, democraticissima, imparziale, equanime merda. Sogno un futuro, per quanto buio o incolore, che sia anche e innanzitutto di chi non ha voce in capitolo perché gli hanno insegnato che c'è qualcun'altro che ha diritto di pensare e di parlare al posto suo. 

 

21 febbraio
 
Questa campagna elettorale - la più sconclusionata e insulsa che io ricordi - ci restituisce un clima vintage anni '70, con squadristi di destra e di sinistra che s'avventurano nel terreno fertile determinato dal vuoto di idee, di contenuti e, specialmente, di aspettative che dilaga ogni giorno di più.
È una "guerra tra poveri" che coinvolge un po' tutto il paese, si fa a gara a chi la spara più grossa e qualcuno, per sottolineare meglio il concetto, spara per davvero.
Ma certe idee, se si affermeranno (si stanno già affermando?), faranno più vittime, sul lungo periodo, della paranza dei cretini.

 

12 febbraio
 
Ho conosciuto l'amore di chi non ha conosciuto amore.
E lo serberò, e lo custodirò come un segreto.

 

4 febbraio
 
Meglio votare chi esprime con toni pacati concetti astrusi o chi esprime concetti di buon senso con toni esasperati?
Meglio votare chi fa promesse, sia pur irrealizzabili, o chi fa minacce, sicuramente concretizzabili?
È una campagna elettorale che ispira quesiti marzulliani. E ho detto tutto.

 

26 gennaio
 

 

25 gennaio
 
L'imputato porge alla giudice la sua memoria difensiva, ma lei la mette da parte platealmente senza degnarla di uno sguardo. Poi lo irride: "Ho già firmato la sua condanna a morte", dice, riferendosi alla pena detentiva ultrasecolare che sta per infliggergli.
Siamo in Arabia Saudita? In Iran? In Corea del Nord? No, siamo negli Stati Uniti d'America, e nessuno a cui sia venuto il voltastomaco nell'assistere ad una scena del genere.
Qualcuno dovrà decidersi, prima o poi, ad importare in quel paese la democrazia e i principi base dello Stato di diritto.

 

21 gennaio
 
Siamo i protagonisti involontari di una storia che ci cresce dentro, giorno dopo giorno, che scandisce una realtà parallela che ci nutre e non viceversa, e quando succede - perché a volte, di rado, ma succede - che venga in contatto con la realtà vera, grigia, prevedibile, quando succede che questi lati opposti della stessa luna si fondano in un unico riflesso di stelle, ci sembra di cogliere l'essenza autentica di noi stessi, che è fatta di sostanza e di sogni; il punto in cui la nostra esistenza, per uno strano gioco di specchi, ci somiglia di più perché stentiamo a riconoscerla.
Ma dura il tempo di un abbraccio, di un bacio, di poche parole dette sottovoce.

 

16 gennaio
 
Ognuno vede quello che vuole in ciò che gli altri non vedono affatto.

 

10 gennaio
 
Che gli USA fossero un paese in avanzato stato di decomposizione culturale lo si sapeva da tempo, così come è risaputo il fatto che i suoi miasmi politicamente corretti finissero per ammorbare e avvelenare, con il loro puzzo di retorica intollerante, tutte le società occidentali.
Desta perciò positiva sorpresa la presa di posizione di un gruppo di donne francesi, capitanate dall'attrice Catherine Deneuve, che prendono pubblicamente le distanze da quello che definiscono il neoepuritanesimo d'oltreoceano (ma io preferisco parlare, molto più direttamente, di odio antimaschile), puntando il dito contro l'indiscriminata accusa di molestie rivolta contro chiunque non abbia le tette che ha preso le mosse dal cosiddetto caso Weinstein e che, a detta loro - se Dio vuole -  finisce per compromettere la stessa libertà sessuale (di maschi e femmine): "lo stupro è un crimine odioso, ma gli uomini devono sentirsi liberi di importunarci" (addirittura).
Naturalmente le Al Baghdadi del femminismo hanno già cominciato la controffensiva, dispiegando tutto il livore che le caratterizza per una volta contro una donna (rea di essere intelligente, a differenza loro), la suddetta Deneuve - a cui invece dovrebbe andare tutta la simpatia di chi è ancora aduso a ragionare con la propria testa - accusata di alto tradimento della "causa", per la quale, si sa, non sono ammesse critiche o distinguo, pena la criminalizzazione mediatica (e talora non solo mediatica).
Je suis Catherine.

 

8 gennaio
 
Pensierino dell'ostinato: posso anche avere torto, ma non sul fatto di avere ragione.

 

1 gennaio
 
Bisogna guardare alla vita con ottimismo e io mi sono ripromesso di iniziare l'anno pervaso da pensieri positivi e da aspettative incoraggianti.
Tanto per cominciare, me lo sento: quest'anno è la volta buona che rivinciamo i Mondiali.